Flessibilità e semplificazione sono gli asset decisivi per il nuovo bilancio europeo 2028-2034, ricorda il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto, intervenuto ieri sera al Meeting di Rimini. Ne discuteranno a lungo Commissione, Consiglio ed Europarlamento a partire dai prossimi mesi ma intanto, avverte l’ex ministro italiano, bisogna gestire bene, sul piano della spesa, i tre anni che ci separano dal 2028.

Ovvero, bisogna fare i conti con i tanti cambiamenti economici e geopolitici di questi tempi (dalla guerra in Ucraina ai dazi concordati con gli Usa) dai quali è scaturita la proposta di riforma di medio termine della Politica di Coesione presentata dallo stesso Fitto con le ormai note cinque nuove priorità per i singoli Stati su base volontaria (difesa, energia, acqua, casa e competitività) il cui iter dovrebbe concludersi a settembre con il via libera del Parlamento europeo.

Fondi strutturali, sprint dell’Italia: in un anno spesa quasi raddoppiata

Flessibilità, ad esempio, vuol dire per Fitto applicare soluzioni tecniche, già previste in sede comunitaria, per evitare di non chiudere progetti del Pnrr italiano in ritardo: citando il suo successore Tommaso Foti, Fitto ha parlato infatti del possibile utilizzo di «strumenti finanziari che sono già indicati nei Piani nazionali di ripresa e resilienza di tutti i Paesi europei che non hanno l’obbligo di individuare e completare la spesa entro agosto del 2026, ma di individuare il beneficiario finale prima di quella data. Successivamente queste risorse possono essere utilizzate».