Ma quindi, di grazia, qualcuno a sinistra sarà così gentile da spiegare agli italiani per quale arcana ragione sono ancora convocate manifestazioni pro Pal, cortei pro Pal, assemblee scolastiche pro Pal, occupazioni universitarie pro Pal? Lascio da parte (ma solo per un momento) le violenze di Udine, gli assalti contro le forze dell'ordine, i giornalisti feriti. Per quanto, provate a immaginare se la metà di quel caos fosse stato creato - che so - da Forza Nuova o da Casa Pound. Si griderebbe già allo squadrismo, al ritorno del fascismo, al ripetersi degli anni Venti del secolo scorso e altre amenità simili. Ma siccome i responsabili sono dalla parte degli autoproclamati “buoni e giusti”, tutto passa in cavalleria. Ma non perdere il filo. Anche accantonando gli atti violenti, quale sarebbe il senso di convocazioni che palesemente avvengono ogni volta uguali a se stesse, fuori dal tempo, come se l'orologio fosse rimasto fermo a una settimana fa, come se Trump non avesse combinato nulla, come se Sharm el Sheik fosse solo un'amena località turistica e non la sede dello storico vertice di lunedì scorso?
La risposta è fin troppo semplice. C'è qualcuno a cui dei fatti reali, e soprattutto della sorte di israeliani e palestinesi, non importava e non importa nulla. Il focus era e resta fare casino, accendere fuochi, e scaraventare questo caos contro il governo. “Palestina” era un nome in codice che molto presto potrà essere agevolmente sostituito con “legge di bilancio”, “rischio fascismo”, “integrazione degli immigrati”, o un altro alibi a piacere. E allora diciamolo, però, perché il gioco si è fatto tanto scoperto quanto insopportabile. E lo è su due piani ormai assai facili da decifrare. Da un lato, per ciò che riguarda le forze in campo determinate a creare e alimentari disordini, è evidente la convergenza tra tre componenti: antagonisti di sinistra (professionisti della guerriglia urbana), maranza e soggetti cosiddetti di seconda generazione (come truppa di complemento, come manovalanza aggiuntiva: lo avevamo visto chiaramente già due settimane fa con i disordini alla stazione di Milano), più agitatori islamisti che molto spesso danno il tono alle manifestazioni, guidano i cori, lanciano slogan antisemiti, portano bandiere di Hamas e Hezbollah.











