“Il disagio giovanile è un fenomeno complesso, che intreccia bisogni emotivi, pressioni sociali e carenze educative. Se parliamo di disabilità, non possiamo dimenticare che la dimensione di fragilità ed il senso di esclusione, possono aumentare i rischi legati all’ansia e alla depressione perché la disabilità è ancora, purtroppo, vissuta come stigma sociale. E questo significa che: nel “diverso” specie se giovane, possono alimentarsi sentimenti di isolamento, inadeguatezza e tristezza non facili da gestire per chi gli è accanto. Senza contare il carico emotivo che la disabilità porta con sé, per gli adattamenti continui che essa comporta, la dipendenza da aiuti esterni ed il senso di frustrazione, spesso vissuto come impotenza”.

Con queste parole la presidente della Fondazione “I figli degli Altri”, la psicologa e psicoterapeuta Rosetta Cappelluccio, è intervenuta questo pomeriggio alla quarta edizione di Capability, il festival sulla disabilità, in programma al Maschio Angioino, e in altri luoghi della città, fino al 19 ottobre.

Al dibattito sulle fragilità dei giovani sono intervenuti, insieme a Cappelluccio, anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Luca Trapanese, la divulgatrice Sophie Bertocchi e Rose, il primo cane specializzato in assistenza psichiatrica in Italia, la coordinatrice del progetto App benessere per Unina Rita Mastrullo ed il Content creator Alessandro Coppola.