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Ultimo aggiornamento: 18:19
L’appello, che ha il sapore dell’avvertimento, arriva dai Med Dialogues di Napoli. “Hamas deve rilasciare gli ultimi 19 ostaggi morti. Deve farlo ora. Non entro settimane o mesi, ma immediatamente”, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar parlando ai giornalisti a margine dell’evento partenopeo, sottolineando che la mancata restituzione “è una violazione fondamentale dell’accordo” di cessate il fuoco che prevedeva la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, entro 72 ore.
Oggi l’esercito israeliano ha ricevuto dalla Croce Rossa i corpi di due di loro. Si tratta di Inbar Haiman e Muhammad el-Atrash, i cui resti sono stati recuperati a Gaza City e trasferiti fuori dalla Striscia per essere identificati. Dopo un primo esame da parte dei militari, le bare, avvolte nella bandiera israeliana, sono state portate all’istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv, dove gli esperti hanno confermato l’identità delle vittime.
L’intesa firmata il 9 ottobre prevedeva che Hamas avrebbe restituito le salme di tutti i 28 ostaggi deceduti entro le 72 ore successive alla firma, ma finora ha restituito solo 9 salme. L’ala militare dell’organizzazione ha affermato di aver rispettato i propri obblighi previsti dall’accordo di cessate il fuoco del 9 ottobre, restituendo a Israele tutti gli ostaggi ancora in vita e i corpi di tutti i prigionieri morti “che era riuscita a recuperare“. “Ciò che resta dei corpi degli ostaggi richiede grandi sforzi e attrezzature speciali per essere ricercato, e stiamo cercando risolvere questo problema”, ha detto una fonte dell’organizzazione al Times of Israel.












