Occorre "mobilitare tutte le energie disponibili, in spirito di solidarietà, affinché a nessuno al mondo manchi il cibo necessario, sia in quantità che in qualità", ha proseguito Papa Leone XIV. "In questo modo, poniamo fine a una situazione che nega la dignità umana, mette a pentimento uno sviluppo auspicabile, costringendo ingiustamente moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case e ostacolare la comprensione tra i popoli". "Cinque anni dopo l'attuazione dell'Agenda 2030, dobbiamo ricordare con forza che raggiungere Fame Zero sarà possibile solo se ci sarà una reale volontà di farlo, e non solo con solenni dichiarazioni", ha rilanciato il Pontefice. "Con rinnovata urgenza, oggi siamo chiamati a rispondere a una domanda fondamentale: a che punto siamo nella lotta contro la piaga della fame che continua a flagellare atrocemente una parte significativa dell'umanità?". "In un'epoca in cui la scienza ha allungato l'aspettativa di vita, la tecnologia si è avvicinata ai continenti e la conoscenza ha aperto orizzonti prima inimmaginabili", secondo il Papa, "permettere a milioni di esseri umani di vivere - e morire - colpiti dalla fame è un fallimento collettivo, un'aberrazione etica, una colpa storica". "Forse il dato più toccante - ha sottolineato- è quello dei bambini che soffrono di malnutrizione, con le conseguenti malattie e ritardi nella crescita motoria e cognitiva". "Non si tratta di una coincidenza - ha aggiunto - ma di un chiaro segno di un'insensibilità, di un'economia senz'anima, di un modello di sviluppo discutibile e di un sistema di distribuzione delle risorse ingiusto e insostenibile".