C'è una umanità affamata di pace.

Lo ha ribadito il Papa nell'omelia della messa a Douala sottolineando che il Vangelo (il passo della moltiplicazione dei pani) mostra "non solo come Dio nutre l'umanità con il pane della vita, ma come noi possiamo portare questo cibo a tutti gli uomini e le donne che hanno fame di pace, di libertà, di giustizia come noi. Ogni gesto di solidarietà e perdono, ogni iniziativa di bene è un boccone di pane per l'umanità bisognosa di cura", ha sottolineato Leone XIV. Se viene donato "il cibo abbonda: non viene razionato per emergenza, non viene rubato per contesa, non viene sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa, commentando il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci del quale ripete quella domanda: "Vedete quanta gente affamata, oppressa dalla fatica. Che cosa fate?". Oggi "questa domanda è rivolta a ciascuno di noi: è rivolta ai padri e alle madri che custodiscono le loro famiglie. È rivolta ai pastori della Chiesa, che vegliano sul gregge del Signore. È rivolta a quanti hanno la responsabilità sociale e politica - ha sottolineato Leone XIV - di guardare al popolo e al suo bene".