Il presidente argentino Javier Milei ha raccolto questa settimana l’endorsement più pesante possibile. Nello studio ovale, Trump gli ha promesso il salvataggio del Paese, nel caso della sua vittoria alle elezioni di mid term di fine ottobre. In pochi istanti, l’appuntamento elettorale è saltato all’attenzione del mondo.
L’appuntamento del 26 ottobre
Il prossimo 26 ottobre, dunque, Milei si gioca il futuro dell’Argentina. La condizione posta da Trump non è casuale. La sconfitta recente alle legislative di Buenos Aires del partito del presidente La Libertad Avanza (LLA) ha spaventato i mercati. Fino a poco prima, la ricetta dell’austerità applicata in dose massiccia al Paese era stata celebrata come “il nuovo miracolo argentino”. La batosta alle urne ha fatto cadere la maschera: l’appoggio alla sua gestione mostra ora vistose crepe. Il peso è crollato e, per frenare la dinamica negativa, il governo è stato costretto a mettere mano alle riserve di dollari.
Come se non bastasse, Jose Luis Espert, il candidato scelto da LLA per la provincia di Buenos Aires, roccaforte fondamentale per le elezioni di medio termine, ha dovuto abbandonare la corsa a tre settimane dal voto, quando è emerso che aveva accettato una donazione di 200mila dollari da un imprenditore più tardi condannato per narcotraffico.














