"Gli scenari dei conflitti attuali hanno fatto riemergere l'uso del cibo come arma da guerra", ha detto il Papa nel discorso alla Fao sottolineando che "sembra allontanarsi sempre più quel consenso espresso dagli Stati che considera un crimine di guerra la fame deliberata, come pure l'impedire intenzionalmente l'accesso al cibo a comunità o interi popoli. Il diritto internazionale umanitario vieta senza eccezioni di attaccare civili e beni essenziali per la sopravvivenza delle popolazioni". "Con dolore, siamo testimoni dell'uso continuo di questa crudele strategia che condanna uomini, donne e bambini alla fame", "non possiamo continuare così", occorre "porre rimedio a questo scandalo".
Occorre "mobilitare tutte le energie disponibili, in uno spirito di solidarietà, affinché nel mondo a nessuno manchi il cibo necessario, sia in quantità sia in qualità. In tal modo, si porrà fine a una situazione che nega la dignità umana, compromette lo sviluppo auspicabile, costringe ingiustamente moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case e ostacola l'intesa tra i popoli", ha aggiunto Leone XIV. "A cinque anni dal completamento dell'Agenda 2030, dobbiamo ricordare con forza che raggiungere l'obiettivo Fame Zero sarà possibile solo se ci sarà una volontà reale di farlo, e non soltanto dichiarazioni solenni", l'appello di Leone.











