«L'Italia è un Paese che spreca e che ha fame». Lo spiega l'agroeconomista Andrea Segrè, direttore scientifico di Waste Watcher International da cui è nato un osservatorio che ogni anno analizza le abitudini alimentari degli italiani. La situazione è paradossale: il 13,8% degli italiani teme che nei prossimi dodici mesi si troverà in una situazione di insicurezza alimentare, mentre sprechiamo ogni anno 1,7 milioni di tonnellate di cibo – l'equivalente di 3,4 miliardi di pasti da 500 grammi – che potrebbero sfamare oltre 3 milioni di persone. Sono i dati di Waste Watcher di settembre 2025, evidenziati in occasione della Giornata internazionale dell’alimentazione che celebra il valore del cibo sul pianeta e gli 80 anni della Fao. «Una giornata che invita a una riflessione profonda per un cambio di paradigma nelle politiche e nei comportamenti alimentari» aggiunge Segrè.

GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE

Celebriamo il cibo, cura anche l’anima

Perchè sprechiamo?

Spesso ci si dimentica cosa si ha in frigo: la maggior parte degli italiani spreca perché supera la data di scadenza degli alimenti (il 45% degli intervistati). Il secondo motivo è un calcolo sbagliato di quello che serve (42%). L’ostacolo che blocca rispetto a una quotidianità con meno sprechi è sempre lo stesso: «Non ci penso, me ne dimentico». Hanno risposto così il 36% degli intervistati, seguiti da quelli che pensano richieda troppo tempo, il 18%. Una disorganizzazione che costa caro: riempire il carrello della spesa per un nucleo familiare medio nel 2024 costava circa 2.755 euro. Secondo i dati Istat di settembre, un terzo delle famiglie circa dichiara di aver limitato in quantità o in qualità la spesa per cibo e per bevande.