Un documento dattiloscritto di quattro pagine che ridisegnerebbe il panorama dell’eredità Agnelli, includendo il figlio Edoardo, e che ha una data singolare: 14 novembre 2000. Il giorno successivo proprio Edoardo era morto in circostanze drammatiche, togliendosi la vita - secondo quanto stabilito dalla Procura di Cuneo - gettandosi da un viadotto. Il testo in questione è una bozza, mai validata, di disposizioni di Gianni Agnelli, trovata insieme ad altri tre documenti dalla Finanza durante una perquisizione.
Nelle ultime righe della seconda pagina si legge: «Atto di donazione di nuda proprietà», con il quale «il signor Giovanni Agnelli dona al signor Edoardo Agnelli, che accetta, la nuda proprietà, riservandosi l’usufrutto generale vitalizio, di una quota di lire 5 miliardi della Dicembre Società semplice». Il secondo documento è un’altra bozza notarile, sempre datata 14 novembre 2000, e intitolata «Modifica dei patti sociali della Dicembre», la “cassaforte” della famiglia, con la quale veniva consentito l’ingresso di Edoardo nelle quote. Il terzo è la bozza del verbale - Edoardo viene indicato tra i soci - redatto per disporre il trasferimento della sede della Dicembre.
A conferma che le bozze siano state preparate da professionisti dello studio notarile Morone - che seguiva le pratiche dell’Avvocato - ci sarebbe un quarto documento recuperato dalla Finanza: la bozza della donazione, resa esecutiva il 24 febbraio 2003, con la quale Marella Agnelli trasferiva al nipote John il 25 per cento delle quote di sua proprietà. Una donazione redatta all’epoca proprio nello studio Morone. Le bozze sono state ritrovate nel novembre 2024 negli uffici dell’avvocato Franzo Grande Stevens, legale e consigliere dell’Avvocato, scomparso nel giugno scorso e mai coinvolto nell’indagine dei pm torinesi sull’evasione fiscale legata all’eredità. Un’inchiesta avviata dopo l’esposto di Margherita contro i figli John, Lapo e Ginevra Elkann e nella quale John ha concordato con la Procura la messa alla prova - per i fratelli c’è stata richiesta di archiviazione - dopo avere versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro.










