Spunta un nuovo testamento Agnelli e, immediatamente, si riaprono (inevitabili) discussioni e polemiche. Al di là di qualsivoglia considerazione (che compete unicamente ai periti) circa l’autenticità di questo documento, datato 20 gennaio 1998, in cui Gianni Agnelli fa riferimento al figlio Edoardo, il foglietto riceve (come comprensibile) interpretazioni opposte da parte degli avvocati dei tre fratelli Elkann e da parte dei legali di Margherita Agnelli. Per capirne di più, meglio interpellare Giulio Biino, notaio torinese, già presidente del Consiglio nazionale del notariato.
“E’ proprio la data a sgombrare il campo da dubbi e interpretazioni fantasiose – sottolinea Biino - Il figlio Edoardo, nominato in questa scheda, è mancato il 15 novembre 2000, quindi decisamente prima dell’avvocato (deceduto il 24 gennaio 2003).
Non avendo Gianni Agnelli disposto una sostituzione per il caso in cui l’erede nominato non potesse o non volesse accettare (art. 688 c.c.) e non operando la rappresentazione (art. 467 c.c.), ovvero l’istituto in forza del quale al chiamato predefunto vengono automaticamente sostituiti i suoi discendenti in linea retta (e ciò perchè Edoardo, per quanto è dato sapere, non aveva discendenti), il testamento è privo di efficacia”.






