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Ultimo aggiornamento: 8:05
Nella legge di Bilancio, attesa venerdì in consiglio dei ministri, entrerà una revisione del sistema Isee. Si tratta dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che serve a fotografare il livello di benessere di un nucleo familiare combinando redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari e poi “correggendoli” in base a una scala di equivalenza che tiene conto del numero di componenti e della presenza di figli e persone disabili. Più è basso, più agevolazioni si possono ottenere: dalle bollette scontate (bonus energia e gas) all’assegno unico per i figli, passando per servizi per l’infanzia, assistenza domiciliare, tasse universitarie ridotte.
L’intervento varrà, stando al comunicato diffuso dal governo martedì, circa 500 milioni di euro l’anno. E punta a rimodulare i vantaggi fiscali per le famiglie con figli e modificare i criteri di calcolo dell’indicatore economico utilizzato per accedere ai bonus sociali.
La riforma si muove su due fronti. Da un lato, la revisione delle detrazioni fiscali per spese e oneri: oggi una famiglia con un solo figlio può moltiplicare la detrazione base per un coefficiente di 0,70, che sale a 0,85 con due figli e a 1 con tre o più. La manovra 2026, secondo Il Sole 24 Ore, dovrebbe portare tutte le famiglie con un figlio al coefficiente di 0,85, facendo salire il tetto massimo delle spese detraibili da 9.800 a 11.900 euro per i redditi tra 75mila e 100mila euro. Sopra i 100mila euro, lo sconto salirebbe da 5.600 a 6.800 euro.









