La sentenza della Cassazione che ha sdoganato la rinuncia alla proprietà ha riacceso l’interesse di chi possiede immobili ormai diventati un peso. Case abbandonate, terreni, ruderi.

L’11 agosto le Sezioni unite della Suprema corte (sentenza 23093/25) hanno affermato la legittimità degli atti con cui i proprietari si liberano di questi beni, trasferendone la titolarità allo Stato. Una scelta estrema, ma destinata a crescere in un Paese in cui la popolazione è in calo e lascia sempre più zone abbandonate.

I dati

Secondo l’Istat, le abitazioni non occupate dai residenti sono 9,6 milioni su 35,3. Non tutte sono in stato di abbandono, ma tra le case non utilizzate ce ne sono circa un milione costruite prima del 1919.

Gli edifici accatastati come ruderi (unità collabenti, categoria F/2) tra il 2011 e il 2024 sono passati da 278mila a 629mila. Al boom delle iscrizioni ha senz’altro contribuito la volontà di evitare l’Imu, perché i fabbricati in F/2 non la pagano. Ma questi dati delineano comunque uno scenario.