Dopo aver modellato corpi, esaltato capezzoli e fasciato volti, la domanda era una sola: quale frontiera anatomica restava da conquistare per l’impero di Kim Kardashian? La risposta è arrivata, ed è tanto surreale quanto, a quanto pare, irresistibile: il pelo pubico. O meglio, la sua versione sintetica, colorata e applicata a un perizoma. Benvenuti nell’era di “The Ultimate Bush“, l’ultima, geniale e forse un po’ inquietante, trovata di Skims.

Il nuovo oggetto del desiderio (o dell’orrore, a seconda dei punti di vista) si chiama Faux Hair Micro String Thong. È un perizoma minimalista, quasi invisibile, con un piccolo, ma significativo, dettaglio frontale: un ciuffo di peli pubici finti. La collezione, disponibile in dodici tonalità che spaziano dai colori naturali come il nero e il biondo a un audace “rosso fuoco”, è stata lanciata con un claim che è già un manifesto: “Con i nostri nuovi e audaci Faux Fur Panty, il tuo tappeto può essere del colore che desideri”.

A rendere il tutto ancora più surreale è il video della campagna, un finto game show in stile anni Settanta intitolato, con sublime ironia, “Does the Carpet Match the Drapes?” (“Il tappeto si abbina alle tende?”). Un presentatore in giacca e cravatta chiede al pubblico di indovinare se il “pelo lì sotto” delle modelle corrisponda al colore dei loro capelli. Una parodia che, come sottolineato da molti, danza pericolosamente sul confine del “borderline problematico”. La reazione del web non si è fatta attendere. Ad un’ora dal lancio, i commenti su Instagram erano già centinaia: “Chiamo il 911”, ha scritto un utente. Un altro ha scherzato: “Ho appena controllato la data su Google per assicurarmi che non fosse il 1° aprile”. Il sentimento generale è stato riassunto da domande come “Ma chi l’ha chiesto?” e “@kimkardashian stai bene?”, “Non posso ‘vedere’ questa cosa e chiedo un rimborso per qualcosa che non ho nemmeno pagato”.