ZOPPOLA (PORDENONE) - Sempre pronto a dare una mano a tutti, era l'anima della festa, con i suoi canti e le sue battute. La comunità di Zoppola ha perso un pilastro. Colto da un malore giovedì pomeriggio, è morto ieri, poco dopo le due di notte, Riccardo Gramola. Avrebbe compiuto 80 anni l'8 dicembre, ed era già pronto a festeggiarli in grande nella casa degli alpini. Un luogo scelto non a caso. Gramola era socio aggregato del gruppo alpini di Zoppola, oltre ad essere operativo in vari sodalizi, come l'associazione Buoni Amici, e ad avere un passato come dirigente sportivo nel mondo del calcio, con l'allora Doria Zoppola.
Aveva 79 anni ma lavorava ancora come installatore di mobili. Aveva la sua ditta. Il problema di salute si era manifestato proprio mentre era all'opera insieme ad un suo dipendente, che ha notato che qualcosa non andava e lanciato l'allarme. Da qui la corsa in pronto soccorso, e un calvario di cinque giorni. Gramola lascia tre figli, i nipoti, i pronipoti - era bisnonno di tre bambini -, gli altri parenti e tanti amici.
Non si contano i messaggi di cordoglio a lui dedicati sui social. Tra questi, c'è quello dell'assessore Francesca Papais. «Riccardo aveva la libertà nel cuore. Cantare, per lui, era un gesto semplice, quasi d'altri tempi, eppure così autentico, così suo - scrive Papais -. Con la sua voce sapeva raccontare la vita, trasformare un momento qualunque in emozione, ricordarci che il canto è la forma più pura di espressione, un dono prezioso, un segno di libertà. A volte accompagnato dalla fisarmonica di mio papà, altre volte semplicemente così: libero, spontaneo, come chi canta per il gusto di cantare e sentirsi vivo». Per Papais, Gramola «era un amico vero: schietto, sincero, un uomo buono e profondamente radicato nella fede. Amava la vita, la condivisione, la verità nelle relazioni. La sua famiglia - aggiunge - era il suo orgoglio più grande, il centro attorno a cui tutto ruotava. Marito, padre, nonno, fratello: in ognuno di questi ruoli Riccardo metteva lo stesso cuore, la stessa dedizione». Di lui, per l'ex sindaca, resterà «il ricordo vivo di un uomo genuino, solare, sincero, che ha vissuto senza sovrastrutture, con la musica nell'anima e la libertà nel respiro». Uno dei figli, Gianluca, scrive: «Ti ricorderemo sempre pronto a far festa, sempre positivo, sempre con il sorriso. Mancherai a tanti. A noi immensamente».






