Senza aria. Senza spazio. Incollati l’uno all’altro come corpi in un container. Così hanno viaggiato questa mattina (mercoledì 15 ottobre) un migliaio circa di pendolari della linea Foggia-Bari. Su un unico treno, il 4307, partito da Foggia poco dopo le 6 e arrivato a Bari con mezz’ora di ritardo rispetto al previsto, sul quale hanno dovuto ripiegare per effetto della cancellazione di altri tre convogli.
Prima la comunicazione del ritardo, causato da un generico “disagio nella preparazione del treno”. Poi l’annuncio della soppressione, non preventivata. Così per oltre mille pendolari non c'è stata altra soluzione stiparsi in vagoni non adatti a contenere un simile afflusso umano. “Il treno, già sovraccarico ben prima di arrivare a Trani, si è trasformato in una camera delle torture: aria condizionata spenta, finestrini sigillati, passeggeri schiacciati nei corridoi senza possibilità di muoversi”.
Il racconto è di Giulia Rinaldo, studentessa universitaria, pendolare originaria di Trani. “C’era chi non riusciva nemmeno a togliersi il cappotto dal caldo che faceva, ma lo spazio per alzare le braccia semplicemente non c’era”, racconta. La cancellazione improvvisa non è stata accompagnata da alcuna comunicazione preventiva: nessun avviso ufficiale né in stazione, né tramite app o siti dedicati. “Non ci hanno detto nulla, eravamo costretti a improvvisare”, aggiunge la studentessa.






