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Martedì il primo ministro francese Sébastien Lecornu, che la scorsa settimana si era inaspettatamente dimesso e che dopo qualche giorno era stato di nuovo nominato capo del governo dal presidente Emmanuel Macron, ha presentato il suo programma all’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento. Durante il discorso tra le altre cose ha proposto che venga sospesa fino alle prossime elezioni presidenziali (quindi fino al 2027) la contestata riforma delle pensioni, approvata nel 2023, che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni. Il capogruppo del Partito Socialista ha detto, nella risposta al discorso, di considerare la sospensione della riforma una vittoria, e ha lasciato intendere che il suo partito potrebbe decidere di non votare la sfiducia al primo ministro.
La sospensione della riforma era una richiesta esplicita del Partito Socialista per non sfiduciare Lecornu. Il governo non ha bisogno di superare un voto di fiducia per entrare in funzione, ma giovedì si voteranno due mozioni di sfiducia presentate da La France Insoumise (sinistra radicale) e dal Rassemblement National (estrema destra). Se anche tutti gli altri partiti di sinistra (Socialisti, Verdi e Comunisti) le sostenessero, Lecornu verrebbe sfiduciato.










