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Il titolo ha ripreso a piene mani i punti forti dei capitoli passati, creando un'esperienza multiplayer appagante e con numeri da record. E ora Call of Duty trema

Spesso, sui social, quando viene pubblicato il trailer del nuovo capitolo di una saga videoludica che ritrova le sue radici, che riprende dal passato ciò che l’ha resa famosa, gli utenti commentano con una frase: We are so back, traducibile come “siamo davvero tornati”. Ecco, queste parole sono applicabili quasi alla perfezione a Battlefield 6.

Dopo i risultati mediocri del quinto e il disastro di Battlefield 2042, lo studio di sviluppo dello sparatutto in prima persona ha deciso di abbracciare di nuovo a piene mani ciò che ha reso la saga l’unico vero Call of Duty – killer sul mercato, ovvero battaglie su larga scala con 64 giocatori condite dalla presenza di veicoli, come carri armati, elicotteri, jet, blindati, e da ambienti distruttibili. Certo, siamo ancora lontani dalle mappe di Battlefield 4 o di Battlefield 1, che cambiavano radicalmente con determinate azioni dei giocatori capaci di portare devastazione, ma i passi verso la direzione giusta sono indiscutibili e nulla vieta agli sviluppatori di spingere ancora di più su questo aspetto, tra i più apprezzati della serie.