Immaginate di entrare in ospedale e trovare un volto digitale che vi sorride, vi indica l'ambulatorio giusto e risponde alle vostre domande. Oppure di salire su un autobus senza conducente che vi porta esattamente dove serve, mentre un robot trasporta la valigia di un anziano signore accanto a voi. O ancora: di entrare a Palazzo Madama e parlare direttamente con l’architetto, Filippo Juvarra, ponendogli tutte le domande che avreste voluto fargli se fosse ancora in vita. Non è fantascienza: è la pubblica amministrazione di domani. Forse anche prima.
Martedì 14 ottobre, il convegno «L'intelligenza artificiale pubblica» promosso dal Csi Piemonte ha aperto le porte su questo futuro già in costruzione. Un futuro dove la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma gli si affianca per rendere la vita dei cittadini più semplice.
Due anime, un obiettivo comune
L’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione lavora su due fronti. Il primo abbatte le distanze: rende più facile e immediato il contatto tra cittadino e servizi. Il secondo potenzia l’efficienza: aiuta chi lavora negli uffici pubblici a prendere decisioni migliori, basate sui dati.
«Lo scopo è affiancare la macchina alle persone secondo il metodo Human in the loop», spiega Anna Cavallo, direttrice della trasformazione digitale del Csi. Un esempio concreto? Sistemi che analizzano dati demografici e preferenze scolastiche per consigliare ai sindaci dove investire: «L'IA può suggerire se vale la pena costruire un nuovo liceo scientifico o se è meglio destinare quell'edificio ad altro».






