Roma, 14 ott. (askanews) – Sull’utilizzo dei fertilizzanti serve una transizione graduale, sostenuta da incentivi per l’adozione di fertilizzanti innovativi e tecnologie mitigatrici. Lo ha sottolineato Cia nel corso della tavola rotonda organizzata da Federchimica Assofertilizzanti nel 40esimo anniversario dell’associazione, dove si è ampiamente discusso del tema del divieto dell’urea previsto dal Piano nazionale per la qualità dell’aria (PNQIA), che Cia definisce “una misura insostenibile per le imprese agricole” in assenza di alternative reali e di una fase di transizione ben definita.
L’urea copre, infatti, circa il 12% del fabbisogno nazionale di azoto un divieto improvviso metterebbe a rischio la tenuta produttiva di cereali, mais, riso e zootecnia, con impatti a catena sulle filiere agroalimentari. Cia ha sottolineato l’importanza delle Tea come strumento chiave per l’adattamento climatico e la sostenibilità del sistema agroalimentare. Per Cia le nostre grandi competenze non devono solo essere esportate nei Paesi che ne hanno bisogno, ma vanno sviluppate anche dentro casa nostra, a beneficio non solo dell’agricoltura ma dell’intero sistema Paese.
Cia ha anche ricordato il richiamo dell’industria meccanica agricola come grande alleata nella sostenibilità, sottolineando che “la meccanizzazione e la digitalizzazione sono parte della soluzione e vanno sostenute con politiche coordinate e incentivi mirati. Solo un approccio integrato, fatto di conoscenza, tecnologia e buon senso, può garantire un’agricoltura realmente sostenibile e competitiva”.






