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Ultimo aggiornamento: 15:44
A Bergamo e dintorni si fanno sempre più insistenti le voci di crescenti difficoltà con le banche finanziatrici del sistema-Fondazioni, le “Opere di bene” fondate da Daniele Nembrini. Secondo alcune fonti interne, le “Opere” stanno vivendo un momento critico perché alcune banche hanno bloccato i finanziamenti. Ma i rapporti di Nembrini e delle sue (ex) Fondazioni con le banche affondano nel tempo, raccontano un’altra verità e aprono nuove piste: come quella di fondi pubblici che avrebbero dovuto essere destinati esclusivamente alla formazione professionale, per un importo di 3,5 milioni, utilizzati invece da Nembrini per acquistare quote di un importante istituto privato di credito romano, la Banca del Fucino.
Le indagini dei pubblici ministeri Emanuele Marchisio e Silvia Marchina, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, sono ufficialmente scattate dal 3 luglio 2024 con le perquisizioni e gli avvisi di garanzia all’imprenditore e manager di Bergamo, vicino alla Curia e a CL, insieme ad altre 11 persone, per vari reati tra i quali malversazione, falsi in atti e bilanci delle Fondazioni San Michele Arcangelo e Ikaros, cariche che ha lasciato lo scorso anno. A oggi, le indagini vertono solo sulle persone fisiche e le Fondazioni non hanno ricevuto alcuna interdittiva. Gli inquirenti cercano di capire a quale scopo sono stati effettivamente utilizzati milioni di contributi pubblici scomparsi tra decine di operazioni societarie, mentre Nembrini (che si vantava del suo “voto di povertà”) viveva nel lusso e comprava un patrimonio immobiliare da 6 milioni per la propria famiglia, e se siano avvenute possibili violazioni dei requisiti per ricevere i fondi di Regione Lombardia, Pnrr e Anpal Servizi, mentre per anni le famiglie degli studenti continuavano a sborsare rette di migliaia di euro l’anno e ora i dipendenti lamentano mesi di ritardo nei pagamenti degli stipendi.






