Per cinque giorni, quattordici ragazzi dell’Associazione Giovani Diabetici di Novara, tutti con diabete di tipo 1, hanno vissuto come marinai a bordo di Nave Italia, il brigantino a vela più grande del mondo. Tra turni di cucina, sveglie all’alba e vele da issare, hanno scoperto che anche la vita con una malattia cronica può avere il ritmo del mare: imprevedibile, ma affrontabile.

Il mare come specchio

Durante la navigazione nel mare della Liguria, Nave Italia è diventata la loro casa. Hanno dormito sotto coperta, condiviso spazi stretti, imparato a muoversi tra cambuse e corridoi con la stessa disciplina dell’equipaggio. A turno hanno apparecchiato, pelato patate, lavato i piatti. La vita a bordo, con i suoi ritmi serrati e i lavori divisi tra tutti, è diventata la loro quotidianità.

E il mare, mutevole e imprevedibile, è stato per ciascuno uno specchio fedele: a volte calma piatta, a volte onde improvvise. Come nella vita con il diabete, ci sono momenti di quiete e altri in cui un valore sballato rischia di far perdere la rotta. A bordo, però, tutto è sembrato più naturale: gestire se stessi, trovare un ritmo, capire che anche una condizione complessa può convivere con la leggerezza.