Mamma mia che musi lunghi, che facce tristi. Da un paio di giorni (ieri si è registrato il picco di questo curioso fenomeno) accendi la tv e, a fronte di notizie finalmente più rassicuranti che vengono dal Medio Oriente, in studio i visi dei compagni schierati – politici, commentatori, più i mitici “esperti” – sono pallidi, emaciati, gli occhi spenti, la bocca curva in una smorfia amara, le frasi fredde, a tratti perfino gelide, con osservazioni invariabilmente legate alle «criticità che restano», ai «nodi ancora da sciogliere», alle «incertezze che rimangono drammatiche». Servirebbe un redivivo Berlusconi. Il Cav, in queste circostanze, dava il meglio di sé e li faceva impazzire: «Vi vedo tristi», avrebbe buttato lì infilzandoli.

E in effetti oggi possiamo permetterci un sorriso davanti a una realtà che però – a pensarci bene – deve lasciarci sgomenti. È così forte la carica ideologica della sinistra italiana (politica e mediatica), è così tenace l'odio contro Trump, è così atroce la paura di un riverbero positivo anche solo indiretto a favore del governo italiano, che i nostri valorosi compagni non riescono nemmeno a fare buon viso a cattivo gioco, a simulare sollievo, o almeno a dissimulare l'amarezza.