"Prima di tutto vorrei rivolgere un pensiero a Mauro Glorioso e alla sua famiglia". Sara Cherici, la ventenne che guardò gli amici gettare la bici dai Murazzi, condannata in primo grado a 16 anni, parla dinanzi al giudice nel processo d'appello che la riguarda.

A inizio udienza ha voluto rendere spontanee dichiarazioni e, stavolta, tutto il suo discorso è incentrato su Glorioso e su ciò che ha dovuto subire da quando quella bici di venti chili gli piovve addosso dall'alto del bastione dei Murazzi del Po. Il giovane studente palermitano rimase ferito in maniera gravissima la sera tra il 20 e il 21 gennaio 2023.

"Sono consapevole del lungo calvario che sta vivendo da circa tre anni a questa parte - dice Cherici in aula - e che sarà costretto a vivere ancora per tanto tempo. Rispetto la sua sofferenza e quella di chi la vive con lui ogni giorno. Sono altrettanto consapevole che non posso dire nulla per alleviare un po' questa sofferenza. Ma con il tempo sento il dovere di riconoscere quello che è successo e non posso dimenticarlo. In questi anni sono stata agli arresti domiciliari e ho avuto modo di riflettere pienamente su tutto. Riconosco il motivo per il quale sono qua e il reato che mi viene contestato. Ma mi permetto di dire che solo con il tempo si riesce ad apprendere come un gruppo di amici, una frequentazione, un comportamento ma soprattutto il silenzio possano pesare".