In Italia il 15,6% di famiglie con un operaio o assimilato come persona di riferimento sono in povertà assoluta, contro il 2,9% delle famiglie che fanno capo a un dirigente, quadro o impiegato.

E' quanto emerge dal rapporto 2024 dell'Istat sulla povertà in cui si precisa anche che la percentuale di famiglie in povertà assoluta nel Mezzogiorno è pari al 10,5%, contro il 7,9% al Nord e il 6,5% al Centro.

L'istituto di statistica sottolinea in particolare che l'incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: se quest'ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore, l'incidenza è pari al 4,2%, è tre volte più elevata (12,8%) se ha al massimo la licenza di scuola media e aumenta ulteriormente, salendo al 14,4%, per le famiglie in cui la persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza di scuola elementare.

Tra le famiglie con persona di riferimento occupata, l'incidenza di povertà nel caso sia lavoratore dipendente è pari all'8,7%, salendo al 15,6% se si tratta di operaio e assimilato; tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore indipendente, i valori più elevati dell'incidenza si registrano per le famiglie di indipendenti che non sono imprenditori né liberi professionisti ("altro indipendente" 7,4%).