BORSO «Non c’entra nulla il parto in casa con il decesso della bambina. È nata, è stato un parto naturale, è andato tutto bene ed era il quarto identico in casa della signora». La professionista che ha seguito la nascita di Virginia, la bimba morta domenica mattina sei ore dopo il parto, è ancora profondamente scossa da quanto è avvenuto davanti ai suoi occhi. La piccola, trasferita d’urgenza al Ca’ Foncello in elicottero, è mancata alle 11.15 per uno shock emorragico. Assieme a una collega che come lei proviene dalla provincia di Vicenza, l’ostetrica si ritrova a dover affrontare un iter procedurale che nei prossimi giorni potrebbe vederla iscritta al registro delle notizie di reato pur avendo seguito - a detta sua - tutte le procedure previste, sia in fase di preparazione sia nel mentre della nascita. «A quasi tre ore di distanza dal parto abbiamo visto che la bambina cominciava a cambiare colore, per cui abbiamo subito allertato i soccorsi - racconta l’ostetrica. - Era stabile, stava bene ma considerato il sospetto che avevo di quello che stava succedendo, ho allertato il 118».

Il segnale d’allarme, il più evidente, è stato quando la piccola ha avuto un lieve rigurgito dopo la prima poppata: le professioniste vi hanno notato del sangue. «I soccorsi sono arrivati e poi, a distanza di tempo, in ospedale, la situazione della bambina è peggiorata. Eravamo già in ospedale. Non c’entra nulla il parto in casa». Secondo quanto hanno riferito a lei e alla famiglia i medici del reparto neonatale del Ca’ Foncello: «La bambina è morta per una molto sospetta patologia congenita, di cui si dovranno fare gli accertamenti: si tratta di una malattia non conosciuta, che quindi non si era potuta rilevare prima. Finora si parla di una malattia vascolare, una probabile malformazione vascolare. Qualcosa di congenito di cui non si poteva sapere prima».