BORSO DEL GRAPPA (TREVISO) «Se avessi partorito in ospedale non sarebbe cambiato nulla». Sono le parole della mamma della piccola deceduta domenica mattina, poche ore dopo la nascita. A trentasette anni ha già partorito in casa quattro volte: tutte femmine. L’ultima arrivata, Virginia, non ce l’ha fatta: si è spenta in ospedale per uno shock emorragico. Eppure la donna, pur nel dolore più profondo, è ancora convinta della scelta fatta e lo ribadisce con forza all’indomani della tragedia: «Non è stata la conseguenza di un parto andato male. Non c’è stato alcun problema. Mia figlia aveva un problema congenito che non si sarebbe potuto rilevare in altro modo».

Secondo quanto raccontato alla sindaca Fiorella Ravagnolo, che l’ha visitata la mattina seguente per porgerle le condoglianze a nome della cittadinanza, il parto è stato rapido e senza problematiche di alcun genere, probabilmente anche grazie all’esperienza ormai consolidata della trentasettenne.

Undici anni prima, infatti, la donna aveva dato alla luce un’altra bambina ed era stata intervistata da un periodico specializzato proprio per l’entusiasmo con cui aveva vissuto l’esperienza: «Nel parto in casa l’aspetto più pericoloso è la paura — aveva raccontato. — Devi essere in contatto con te stessa per fare una scelta del genere e soprattutto non devi avere paura. Io non sarei mai andata in ospedale, perché per me è la cattedrale della paura. C’è troppa mentalità del delegare, del non soffrire, del non dolore. Per come la vedo io, in ospedale ci vanno gli ammalati, e una donna che partorisce non lo è». In quell’occasione aveva raccontato dell’attesa, dalle due di notte alle sette di mattina, un po’ come è avvenuto anche domenica. L’epilogo, però, questa volta è stato tragico.