Tutto come da programma: la manovra arriverà in Cdm martedì, preceduta da un nuovo vertice di maggioranza. Lunedì è previsto fra l’altro un incontro esecutivo-banche per definire l’entità del contributo che Palazzo Chigi chiederà agli istituti di credito. Dal palco del quarantesimo convegno dei giovani di Confindustria, che si è tenuto a Capri, la presidente Maria Anghileri ha lanciato una proposta -provocazione: «Scriviamo insieme una Legge di bilancio per la produttività».

Il governo- ha ammesso la Anghileri - «ha il merito di aver dato stabilità al Paese in un momento di grandissima incertezza, di aver messo l’Italia sulla strada del risanamento e reso i fondamentali più saldi. E chi ha prospettive stabili e durature, oltre che ampio consenso, ha fra le mani la possibilità di progettare con sguardo lungo. Ma tutti sappiamo cosa manca: la crescita», ha aggiunto, rilanciando: «Serve una spinta: potenziare l’agevolazione sugli investimenti in ricerca e sviluppo, i piani 4.0 e 5.0, ripristinare l’Ace o potenziare e semplificare l’Ires premiale- ha concluso -. Sono misure che premiano chi innova, chi scommette sul futuro, chi ha il coraggio di rischiare».

La conferma della stabilità è arrivata ieri sera. Dopo la promozione di Fitch, anche S&P, che aveva già alzato il rating prima dell’estate, ha confermato il suo giudizio sull’Italia: BBB+ e outlook stabile Un altro riconoscimento al lavoro di Giancarlo Giorgetti, che ieri pomeriggio ha cercato di spiegare la sua linea ai sindacati. Oltre al ministro dell’Economia a Palazzo Chigi c’erano il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Calderone (Lavoro), Zangrillo (pubblica amministrazione), il sottosegretario Sbarra (Sud) e il viceministro Valentini (Sviluppo economico). Il vertice non ha riservato grandi sorprese, con il segretario della Cgil Maurizio Landini che ha subito caricato a testa bassa, in perfetto sindacalese. L’incontro «non solo è stato inutile, ma fatto così è dannoso perché conferma che il governo con le parti sociali, col sindacato, non vuole discutere e le decisioni vuole prenderle da un'altra parte continuando a tutelare gli interessi non di chi lavora», ha tuonato l’ex leader della Fiom.