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Ultimo aggiornamento: 21:06

“Il popolo palestinese ha diritto all’autodeterminazione e a un futuro che non sia sopraffatto dalla guerra. Ha diritto alla libertà e a vivere in uno Stato indipendente fianco a fianco di Israele”. Al vertice di Sharm el-Sheikh che formalizza l’accordo per la fine della guerra a Gaza, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi – mediatore dell’intesa insieme ai leader di Turchia e Qatar – è l’unico dei leader presenti a ricordare l’anelito dei palestinesi, grandi esclusi dal piano di pace sottoscritto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Nel suo discorso, in ogni caso, al-Sisi ha lodato Trump per il suo “risultato senza precedenti”, celebrando l’accordo come “una nuova fase della storia dell’umanità che apre le porte a una nuova era di pace e sicurezza in Medio Oriente”. Poi lancia un appello ai governanti di Israele: “Fateci trasformare questo momento storico in un nuovo inizio, e lavoriamo insieme per un futuro migliore per i nostri Paesi. Gli avversari di ieri possono essere i partner del futuro”, afferma. Intanto, però, Netanyahu ha dovuto rinunciare a presenziare all’evento di Sharm, ufficialmente per l’inizio della festa ebraica della Simchat Torah, ma di fatto per l’opposizione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del premier iracheno Muhammad Sudani, che hanno minacciato di lasciare il vertice se il primo ministro israeliano fosse stato presente.