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Ultimo aggiornamento: 17:01

“Forse io e il mio cognome siamo un problema per qualcuno. Vedremo di farlo diventare un problema reale”. Luca Zaia, presidente della regione Veneto, dopo i confronti della coalizione di maggioranza sul suo potenziale successore, ora si ritrova depennato. Anche nel simbolo del partito. Dopo il veto alla lista personale, è arrivato infatti lo stop all’inserimento del suo nome nel simbolo. Una decisione, secondo Zaia, senza precedenti: “Non è mai accaduto in un paese che si vieti ad una persona di utilizzare il proprio nome nella campagna elettorale”.

La decisione nazionale è l’esito di accordi tra Lega e Fratelli d’Italia, e in particolare l’effetto di veti di quest’ultimo: da una parte il sostegno all’indicazione di Alberto Stefani come candidato presidente, dall’altra la richiesta di togliere il nome di Zaia. Il Presidente, così, si trova ad ammettere: “Al momento non c’è nulla di deciso circa il mio ruolo alle prossime elezioni”. Interrogato sul suo futuro, ha sottolineato: “Lo comunicherò quando sarà ora di comunicare”.

Sulle ragioni dell’assenza del nome, la risposta di Zaia è chiara: “Non lo dovete chiedere a me. Dovrei essere immodesto per dirlo, ma tutti i sondaggi in questi anni lo hanno detto ampiamente. È ovvio che la mia figura rappresenta una garanzia, per questo amore che ho sempre avuto con i veneti, e anche perché sono stato quello che ha saputo dire tanti sì ma anche tanti no. Non è questione di ‘esilio’, penso che l’unica preoccupazione che ho è che questa regione resti la numero uno a livello nazionale”, ha aggiunto. “Cercherò di organizzarmi in maniera tale da rappresentare fino in fondo i veneti” ha comunque ribadito davanti alle telecamere a margine di un evento a Vicenza.