“Temo di essere troppo critico”. Così Fausto Bertinotti, ospite della trasmissione “Omnibus” di La7, ha introdotto il suo giudizio sullo stato della sinistra italiana. Una frase che suona quasi come una carezza prima del colpo, perché subito dopo l’ex presidente della Camera e storico leader di Rifondazione Comunista ha demolito senza mezzi termini la strategia del cosiddetto campo largo. Un progetto, secondo lui, privo di radici e incapace di parlare al “popolo” che la sinistra avrebbe dovuto rappresentare. “Per quel niente che vale – ha aggiunto – ho scritto un libro che si chiama ‘La sinistra che non c’è’. Rimango su questo tema: la sinistra non c’è. Per sinistra intendo un’organizzazione di popolo”. Le parole di Bertinotti pesano più di molte analisi accademiche, perché vengono da chi quel mondo lo ha costruito e attraversato per decenni. La sua diagnosi è netta: il campo largo è un’alleanza senz’anima, una formula ripetuta come un mantra ma incapace di dare una risposta politica reale.
Omnibus, “la sinistra non esiste”. Bertinotti azzera il campo largo di Schlein e Conte
“Temo di essere troppo critico”. Così Fausto Bertinotti, ospite della trasmissione “Omnibus” di La7, ha introdotto il s...






