Per capire come le case automobilistiche tedesche continuano a cesellare il loro mito di perfezione ingegneristica uno sguardo alla nuova Audi A6 Avant, sesta generazione della station wagon dei Quattro Anelli, vale più di mille discorsi.

Il lavoro fatto nella ricerca dell’eccellenza, su tutti i fronti (dalla dinamica di guida all’interfaccia digitale uomo-macchina) è forse uno dei più importanti della storia del marchio. Probabilmente c’è la necessità di scavare un solco profondo con la concorrenza cinese, o forse cercare di dare una risposta definitiva al proprio slogan “all’avanguardia della tecnica”. Fatto sta che qui siamo davanti a qualcosa di profondamente nuovo, non a una riedizione di qualcosa già visto.

LE IMMAGINI - Nuova Audi A6 Avant

Spazio e aerodinamica

Ma andiamo per gradi: la A6 Avant è lunga quasi cinque metri, sei centimetri in più della sorella maggiore, come se il metro fosse un’ossessione. Il passo, 2,93 metri, garantisce più spazio per le gambe posteriori, mentre il bagagliaio – 466 litri, espandibili a 1.497 – sembra pensato per chi deve traslocare una biblioteca ogni weekend. Ma il vero vanto, ci dicono, è l’aerodinamica: un CX di 0,25, il migliore di sempre per una Avant termica. Tradotto: questa macchina scivola nell’aria come un falco in picchiata, grazie a dettagli che sembrano usciti da un laboratorio NASA. Le air curtain nelle fiancate, le prese d’aria adattive che si aprono e chiudono come palpebre di un robot, lo spoiler sul tetto: tutto è calcolato per ridurre le turbolenze e farci sentire, anche a 130 km/h, come se stessimo fluttuando in un silenzio ovattato.