Cosa possono fare oggi i robot? Negli ultimi due anni, l’intelligenza artificiale applicata alla robotica ha aperto nuove possibilità che traghettano verso un futuro che solo qualche tempo sembrava fantascienza. Per farsi un’idea, basterebbe assistere a una partita di calcio. Ma non a una qualsiasi.

Robot calciatori

Dal 1997 esiste infatti una competizione mondiale, la RoboCup, alla quale partecipano centinaia di università in diverse categorie. Tra queste, ci sono quelli dei “robot calciatori”, alla quale partecipa anche l’Università La Sapienza di Roma con il team Spqr. Quest’anno, i giocatori “in microchip” andranno in scena alla Maker Faire 2025 a Roma, al Gazometro Ostiense. Un evento che riunisce addetti ai lavori ma anche curiosi. Si potrà avere così un assaggio di quel che è accaduto lo scorso agosto a Pechino: le prime Olimpiadi mondiali di robot umanoidi (World Humanoid Robot Games), dove, tra l’altro, solo tre nazioni europee si sono qualificate: Olanda, Germania e Italia.

Chip e vita quotidiana

Ma c’è molto altro. Nell’area dedicata all’incontro tra robotica e AI ci sono anche progetti immaginati per affrontare nuove sfide nei settori della salute, dell’ambiente, dell’istruzione, della sicurezza sul lavoro. È il caso di Ronin. Un progetto sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), mirato ad aiutare gli adolescenti con disabilità dello sviluppo. Utilizzando l'approccio dell'embodied learning, il robot addestra i pazienti per acquisire competenze necessarie a una vita adulta più indipendente. Il progetto unisce robotica, psicologia e software, basandosi su successi pregressi nella terapia robot-assistita per l'autismo, ed è guidato dalla prof. Agnieszka Wykowska. C’è ancora Bob, il “Robottino Postino”, del Liceo Scientifico "A. Gramsci" di Ivrea. Qui il contesto è quello scolastico. Bob è progettato per muoversi tra corridoi e aule per ritirare e consegnare documenti, che è capace di riconoscere grazie a un codice QR.