Negli ultimi sviluppi dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, il nome dell’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, occupa una casella la cui posizione si fa sempre più delicata. Le ultime rivelazioni provenienti dagli atti dell’indagine aperta a Brescia gettano infatti ombre pesanti sul suo operato, alimentando i sospetti che l’ex pm non abbia agito con la necessaria imparzialità nel corso delle indagini che, nel 2017, coinvolsero Andrea Sempio. L’ipotesi che Venditti avesse già deciso di archiviare il caso prima di scavare a fondo sembra oggi meno remota di quanto apparisse inizialmente. L'indagine, infatti, ruota attorno all'ipotesi di corruzione.
E come riportato da Il Giornale, ora spunta anche una testimonianza dall'elevato peso specifico, quella del carabiniere Giuseppe Spoto, interrogato e perquisito dieci giorni fa dagli inquirenti bresciani. Spoto avrebbe ammesso di aver redatto in tutta fretta le trascrizioni delle intercettazioni relative all’auto di Sempio, spiegando che fu lo stesso dottor Venditti a imporgli tempi strettissimi: "Mi disse che gli servivano subito le intercettazioni per fare l’archiviazione".
GARLASCO, SPARITE LE CIMICI NELLA PANDA DEI SEMPIO: UNA SCOPERTA PAZZESCA









