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13 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:02
Durante e dopo la pandemia. Con queste parole, Alessandro Avallone e Simone Di Crescenzo indicano l’arco temporale di un libro da loro molto ben curato per Leo S. Olschki: Musica, pensiero, interpretazione: Toscanini tra Puccini e Furtwängler. Il volume raccoglie gli Atti di due convegni internazionali promossi dalla Fondazione Toscanini e ospitati dall’Università di Parma nel 2021-2022.
Alberto Triola, allora sovrintendente e direttore artistico della Fondazione, ne tratteggia in apertura la concezione e la vicenda. I saggi vertono da un lato sugli esordi di Giacomo Puccini (1858-1924) e sui rapporti con Arturo Toscanini (1867-1957), direttore stellare; dall’altro, su concezioni e tecniche interpretative dello stesso Toscanini e di un altro direttore che fece epoca, Wilhelm Furtwängler (1886-1954). Nell’introduzione i due curatori focalizzano l’attenzione sul rapporto compositore/interprete, e più specificamente sulla posizione nevralgica e sul ruolo decisivo che la figura del direttore d’orchestra venne assumendo nel corso dei decenni.






