Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Nuova versione del missile Neptune, con serbatoi integrati, estende la gittata a circa 500 km. È parte della strategia di Kiev per potenziare capacità a lungo raggio e raggiungere maggiore autosufficienza industriale in difesa
L’Ucraina sta intensificando lo sviluppo tecnologico e industriale nel settore militare, puntando su soluzioni interne per rafforzare la propria capacità offensiva a lungo raggio. In quest’ottica si inserisce l’ultima evoluzione del missile da crociera Neptune, ora dotata di serbatoi supplementari integrati nella struttura, che ne aumentano in modo significativo l’autonomia operativa. Questa nuova configurazione risponde all’esigenza strategica di colpire obiettivi situati in profondità nel territorio russo, rafforzando al contempo la capacità di resistenza dell’industria della difesa nazionale.
La più recente versione del Neptune, presentata dal ministro della Difesa ucraino Denys Shmyhal, si riconosce per due evidenti rigonfiamenti ai lati della fusoliera anteriore. Secondo gli analisti, si tratta di serbatoi conformi per carburante aggiuntivo, pensati per estendere la portata del missile senza stravolgerne l’impianto strutturale. Il Neptune, sviluppato dal Luch Design Bureau a partire dal modello sovietico Kh-35, era stato concepito inizialmente come un missile antinave con una gittata di circa 280 chilometri. Con l’inizio della guerra, tuttavia, è stato adattato in modo sempre più efficace anche contro obiettivi terrestri.






