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Senza il mercato americano il sistema rischia il tracollo
La Cina non è invincibile. E le terre rare probabilmente non basteranno a nascondere le crepe del suo modello.
La mossa di Pechino di imporre nuove restrizioni all'export di terre rare e minerali critici essenziali per la produzione di tecnologie e sistemi di difesa americani ha scatenato l'ennesimo allarme nei salotti occidentali. Il gioco sembra essere questo, una sorta di contro-sanzione strategica: se gli Stati Uniti possono controllare il flusso globale dei chip grazie alla loro proprietà intellettuale, la Cina può ora fare lo stesso con i materiali critici. E con il 70% dell'estrazione, il 90% della raffinazione e il 93% della produzione di magneti mondiali, Pechino mostra i muscoli. Titoli e commentatori parlano di "mossa strategica", di "supremazia cinese sulle materie prime", come se il Dragone fosse una macchina perfetta capace di dominare a piacimento le catene globali. Ma questa narrativa è una favola.






