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Le tensioni dopo le restrizioni del Dragone sulle terre rare
Il cento per cento. Non c’è pace per la guerra commerciale e il nuovo campo di battaglia sono le cosiddette terre rare. Donald Trump ieri ha attaccato la Cina e le sue politiche commerciali con un post su Truth: il Dragone «sta diventando molto ostile» e ha aggiunto che «non sembra esserci più alcun motivo» per incontrare il presidente Xi Jinping in Corea del Sud tra due settimane, come inizialmente previsto. Il presidente americano ha poi affermato che sarà «costretto a controbattere sul piano finanziario» dopo le restrizioni imposte da Pechino sulle terre rare, ovvero i metalli indispensabili per magneti, batterie, chip, turbine e applicazioni militari. Tra le misure allo studiofigura un massiccio aumento dei dazi doganali. Detto e fatto. Così dal primo novembre dazi aggiuntivi del 100 per cento nei confronti dei prodotti cinesi. Si tratta di una ritorsione.
Questa settimana il Dragone ha notevolmente aumentato i controlli sulle esportazioni, affermando tra l’altro che qualsiasi produttore di chip avanzati in qualsiasi parte del mondo deve ottenere una licenza per utilizzare minerali cinesi condizionando la catena di approvvigionamento globale.







