Dal digital energy specialist all’innovation manager nei settori energia e ambiente. Dal green real estate assistant, esperto di gestione immobiliare sostenibile, al tecnico del risparmio energetico. Sono solo degli esempi, ma forse utili a mostrare come la transizione green, che si affianca a quella digitale, stia letteralmente trasformando il mercato del lavoro. E le imprese sono sempre più a caccia di professionisti dotati di competenze al servizio di questa rivoluzione.

Secondo le previsioni Excelsior di Unioncamere-ministero del Lavoro, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, nei prossimi cinque anni, vale a dire da qui al 2029, l’attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale, con un livello intermedio, è una “skill” richiesta in quasi 2,4 milioni di assunzioni, pari a quasi due terzi del fabbisogno occupazionale complessivo del quinquennio, e con un livello più elevato a più di 1,5 milioni di lavoratori, corrispondenti a poco più del 40% del totale.

La richiesta è trasversale: un livello intermedio di questa competenza è, infatti, ricercato nel 64% dei casi per operai, conduttori di macchinari e professioni non qualificate e impiegatizie; sale al 70% per le professioni tecniche e specializzate. Nell’arco dei cinque anni, anche la domanda di competenze specifiche per la gestione di prodotti e/o tecnologie green si prevede molto elevata: sempre a livello intermedio interesserà il 43% del fabbisogno (1,6 milioni di lavoratori). Un livello elevato sarà richiesto a poco più del 20% (circa 759mila persone).