TALLINN. La “gufata” non è servita, ma almeno l’Italia non è rimasta congelata nel freddo del Nord. Il 5-0 della Norvegia ad Israele poteva avere contraccolpi psicologici sugli azzurri, scesi in campo a risultato acquisito con il primo posto nel girone ormai definitivamente perduto, ed invece in Estonia arriva la terza vittoria su tre per Gattuso. Insieme ad altri 3 gol per confermare che il tre è davvero il numero perfetto, ma soprattutto che la strada della Nazionale è quella giusta. Anche perché nessun ct aveva mai visto gli azzurri segnare 13 gol nelle sue prime 3 partite… La soddisfazione, poi, raddoppia perché esultano ancora gli attaccanti: dalla coppia Kean-Retegui alla speranza Pio Esposito. Il risultato alla fine viene sporcato solo per un errore di Donnarumma che regala a Sappinen una rete tanto storica quanto inattesa. «La missione è crescere partita dopo partita – dice Rino Gattuso -: stare insieme, lavorare e migliorare la convinzione. Si può sbagliare qualcosina, ma dobbiamo continuare ad accrescere l’autostima e fare meglio».

L’Italia ora ha il jolly per blindare il 2° posto, visto lo “scontro diretto” di martedì a Udine contro Israele, ma ora sarà anche una lunga preparazione per il playoff di marzo. Lo spirito è giusto, così come la formula offensiva con il 4-4-2 tendenza 4-2-4 varato per segnare subito con la coppia Kean-Retegui sostenuta da due esterni iper offensivi come Orsolini (a destra) e Raspadori (a sinistra). Sono sempre loro, nel bene come nel male, a guidare la squadra. Moise e Mateo sono il fratello sole e la sorella luna di questo sistema solare azzurro, costruito da Gattuso per ritrovare i gol perduti e così rilanciare la Nazionale. La formula del doppio centravanti ha funzionato anche a Tallinn, ma questa volta non ci sono solo sorrisi come a Bergamo dove i due centravanti avevano realizzato tre dei cinque gol. Kean è uscito dopo 15 minuti di gioco per un infortunio alla caviglia destra, rimediato quasi subito dopo aver trovato il quarto gol del nuovo corso, mentre Retegui si è fatto parare il rigore al 30’ (sembrava Zaza agli Europei 2016) che poteva riportare a galla vecchi fantasmi. L’ultimo capocannoniere della Serie A si è riscattato in fretta, trovando il 2-0 italiano poco dopo, ma qualcosa non ha funzionato nel momento del rigore: probabilmente il designato era Kean che nel frattempo era già negli spogliatoi per curare la caviglia. L’uscita dal campo, sorretto a braccia da due sanitari azzurri, non lascia presagire nulla di buono: il viola rischia di saltare la sfida con Israele. «Speriamo bene – risponde Gattuso -: abbiamo bisogno di tutti. Creare è importante e bisogna continuare così: la nostra storia dice che facciamo sempre fatica nella seconda partita, ma se vinciamo contro Israele possiamo preparare bene i playoff».