I genitori di Andrea Sempio hanno testimoniato che l'avvocato Lovati disse loro di rivolgersi al generale quando riferì l'esistenza della consulenza Linarello di Stasi sul Dna
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Durante la testimonianza data da Giuseppe Sempio il 26 settembre, a seguito della perquisizione condotta presso la sua abitazione nell'ambito dell'indagine di Brescia, che vede indagato l'ex pm Mario Venditti per l'archiviazione di Andrea, l'uomo ha risposto anche in merito ad alcune domande inerenti le intercettazioni. Molte domande degli investigatori della Guardia di Finanza di Brescia e Pavia, e dei carabinieri di Milano, si sono concentrate sul fatto che gli avvocati e la famiglia avessero a disposizione delle informazioni sull'indagine, come quelle sulla consulenza di Linarello per la difesa di Alberto Stasi trasmessa ai pm pavesi, anche prima dell'8 febbraio 2017, quando Sempio ricevette l'invito a comparire. Le stesse domande sono state poste sia alla madre che al padre, che non sono indagati."Quando siamo andati dagli avvocati, credo che mi avessero parlato del fatto che il genetista Linarello avesse tirato in ballo la storia del Dna di mio figlio. Dunque l'avvocato Lovati mi consigliava di rivolgermi a Garofano, per la storia del Dna", avrebbe detto Giuseppe Sempio, così come riportato nei verbali redatti il 26 settembre. La madre, invece, nella sua deposizione avrebbe detto che il 23 dicembre 2016 già "al telegiornale avevano detto che sotto le unghie di Chiara Poggi era stato trovato il Dna di mio figlio". L'incontro con il generale avvenne il 30 dicembre in un hotel, dove il generale avrebbe prelevato il Dna di Andrea. "Che consulenza poteva essere affidata al generale Garofano se non avevate ancora le carte?", è la domanda che pongono gli investigatori alla signora Sempio. Daniela Ferrari in più punti del verbale avrebbe ripetuto che i soldi prelevati in contanti, dopo i prestiti delle zie di Andrea (hanno messo a verbale di averlo fatto per aiutare la famiglia, senza nemmeno saperne la ragione all'inizio), "servivano per avere le carte", così "ci dicevano gli avvocati". Hanno pagato, come ha detto il marito, "55mila o 60mila euro".








