Lui è Giampaolo Morelli, volto noto dell’ispettore Coliandro, attore e regista napoletano che ha fatto dell’ironia la propria cifra stilistica. Lei è Gloria Bellicchi, Miss Italia 1998, oggi attrice e manager. Siedono sul palco del Festival di Salute di Padova non per parlare di cinema o teatro, ma di qualcosa di molto più intimo, la dislessia. Un tratto che accomuna Giampaolo e i due figli della coppia, di dodici e nove anni. “In casa nostra sono io la diversa”, ha esordito con un sorriso Bellicchi, unica neurotipica in una famiglia di neurodivergenti, un ribaltamento di prospettiva rivoluzionario nel modo di affrontare i disturbi specifici dell’apprendimento.
La scoperta: quando il passato si ripete nel presente
La storia di Gloria, Giampaolo e dei loro due figli, raccontata nel libro “Dislessico famigliare” (Sperling&Kupfer) - titolo che riecheggia il romanzo di Natalia Ginzburg - inizia durante il primo lockdown. “Eravamo in DAD, seguivamo più da vicino Gianmarco in prima elementare”, racconta Gloria. “Giampaolo si è accorto di dinamiche che gli ricordavano quelle che lui stesso aveva provato sui banchi di scuola”.
Per Morelli è stata un percorso doloroso: l’attore racconta di aver scoperto la propria dislessia solo dopo i trent’anni, dopo un’infanzia e un’adolescenza segnate dal senso di inadeguatezza. “Ai miei tempi non si parlava di dislessia. Contrariamente al cliché della frase riferita dagli insegnanti ai genitori, avevo la percezione di applicarmi ma non essere intelligente. Passavo ore sui libri con rendimento quasi nullo, e pensavo di non essere all’altezza degli altri”.






