Roma, 11 ott. (askanews) – “Raccogliere dati sui circuiti cerebrali, sulla genetica, sull’ambiente e sullo stile di vita di un paziente per diagnosticare, trattare e prevenire meglio le malattie rappresenta il futuro – e in parte già il presente – della salute mentale. Questo modello di trattamento personalizzato, noto come “medicina di precisione”, è già stato adottato in oncologia, cardiologia e altre discipline, e prove crescenti suggeriscono che il campo della salute mentale sia la prossima frontiera. Studi recenti, per esempio, evidenziano i benefici dell’utilizzo di risonanza magnetica funzionale, biomarcatori, cartelle cliniche e altre informazioni su un paziente per trattare e potenzialmente prevenire la comparsa di disturbi mentali gravi come la depressione”. Queste le parole di Andrea Fiorillo, Presidente della European Psychiatric Association, al termine della Giornata Mondiale della Salute Mentale organizzata a Palermo dalla Fondazione Tommaso Dragotto.

La riflessione del Prof Fiorillo parte da un recente rapporto presentato al Ministero della Salute che evidenzia – tra le altre cose – come i disturbi mentali, oltre a rappresentare una vera e propria piaga per la popolazione, abbiano un costo impattante per il nostro Paese. I disturbi mentali, infatti, costano all’Italia 20 miliardi di euro l’anno, circa il 3,3% del Pil, con perdite complessive per oltre 63 miliardi di euro. Queste sono legate alla perdita di produttività, all’assenteismo e alla disoccupazione di lunga durata. In Italia oggi si investe il 3,4% della spesa sanitaria nazionale in salute mentale; se queste risorse fossero aumentate fino a raggiungere il target del 5%, si registrerebbero benefici diretti e indiretti per 10,4 miliardi di euro. Per ogni euro investito in salute mentale, si legge sul report, il Sistema-Paese ne guadagnerebbe 4,7.