PADOVA - Scoppia il "caso Cera" a Palazzo Moroni. L'assessora ieri si è svegliata candidata certa alle prossime regionali ed è andata a dormire fuori dalla lista per Manildo. Da qualche settimana il suo nome circolava insistentemente tra le papabili candidate di punta per quella che sarà la lista "Uniti per Manildo". Una lista di cui faranno parte Azione, Più Europa, Italia Viva, i Socialisti e tutta la galassia civica che a Padova ha appoggiato il sindaco Sergio Giordani. Sarebbe stato proprio Giordani a bloccare le ambizioni di Cera, scatenando anche la reazione del partito di Calenda, a cui Margherita Cera è molto vicina.
Ieri per l'assessora è arrivato quindi il fulmine a ciel sereno, accompagnato da un cortocircuito comunicativo.
Cera, infatti, ha convocato frettolosamente la stampa per annunciare che non si candiderà. Una scelta insolita, che quindi già lasciava intuire come dietro potesse esserci un "giallo".
«Ho deciso che farò da garante per questi mondi civici che rappresento ha spiegato ieri l'assessora . Per quel che riguarda la mia candidatura, ci ho pensato tanto ma, alla fine, la decisione che ho preso è quella di portare a termine il mandato che mi hanno dato i cittadini padovani. Un mandato di fiducia che finisce tra due anni. Interrompere il mio lavoro per la campagna elettorale e, in caso di elezione, anche oltre, avrebbe spezzato questo patto. Alla fine credo molto nella lista, credo nel candidato e quindi ho deciso di dare una mano ricavandomi questo ruolo».








