Un’impronta di scarpa e alcune note su un’agenda. Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, questi indizi tornano a interrogare gli inquirenti sul delitto di Garlasco. Gli accertamenti più recenti hanno riguardato la fabbrica marchigiana che nel 2007 produceva le suole per il marchio Frau: proprio quelle “a pallini” che nel 2014 avevano contribuito alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Male misurazioni ora raccontano un’altra storia: l’orma rinvenuta accanto al corpo misura 27 centimetri, una taglia 42, 5 o 43, 5, mentre Stasi calzava il 42, una mezza misura che la stessa azienda ha precisato di non aver mai prodotto. I tecnici incaricati dalla Procura di Pavia hanno passato in rassegna stampi, cataloghi e fornitori.
L’azienda, dopo una prima smentita, ha ammesso che il modello in questione “potrebbe essere nostro”, ma ha aggiunto di non sapere su quale calzatura fosse stato montato. La difesa di Stasi insiste: «Alberto non possedeva scarpe Frau e nessuna delle sue calzature corrispondeva all’impronta».
GARLASCO, SCOOP DI MILO INFANTE: "IN ARRIVO UNA NUOVA BUFERA, CHI COLPIRÀ"
I colpi di scena non sono finiti. Ad annunciare un altro, ennesimo, scoop sull'omicidio di Garlasco è Milo In...






