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Ultimo aggiornamento: 7:45

Proprio cent’anni fa, nell’inverno del 1925, nasceva, a Roma Centocelle, in una famiglia proletaria di origine marchigiana, il grande fotoreporter Tazio Secchiaroli (il padre, muratore, morì quando Tazio aveva 14 anni e la madre dovette mantenere anche le due sorelle più piccole).

Dopo una dura gavetta vissuta arrangiandosi come poteva (garzone, fattorino…), Tazio ricevette in regalo dalla zia una fotocamera con la quale cominciò a girare il quartiere, immortalando amici e parenti finché, finita la guerra, si rese conto che per lui essere un fotografo non era solo un modo di raccogliere qualche soldo, ma un destino irrinunciabile, e si accanì a scattare immagini per le strade di Roma finché non venne notato da un amico fotoreporter professionista, Sergio Strizzi di Publifoto, già attivo nel cinema, che lo introdusse nell’agenzia V.E.D.O.

In pochi anni Secchiaroli diverrà uno dei fotografi italiani più acclamati del secolo scorso. La sua foto dello spogliarello della ballerina turca Aïché Nana (al secolo Kiash Nanah), scandalosa per il 1958 (restò con i soli slip) e scattata da Secchiaroli (che aveva già una propria agenzia, la Roma’s Press Photo) al Rugantino di Trastevere (al suo posto piazzarono una banca…), ha fatto il giro del mondo: un’immagine densa di significati che andavano ben oltre la nudità della ballerina.