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11 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:11

Tagli alla ricerca, controlli sugli scienziati stranieri, rincaro dei visti H-1B (per chi svolge attività specialistiche con qualifiche professionali, per un determinato periodo di tempo): la Cina osserva con attenzione Donald Trump fare a pezzi l’America. “Gli Stati Uniti si sono dati la zappa sui piedi”, titolava pochi giorni fa il sito nazionalista cinese Guangcha, specificando come la chiusura degli atenei statunitensi permetterà alla Repubblica popolare di reclutare maggiori talenti. In realtà, è quanto sta già avvenendo.

Mentre le misure trumpiane colpiscono il mondo accademico a tutto campo, la Repubblica popolare è infatti tra i principali avvantaggiati delle recenti bordate contro le università americane. La questione non è nuova. Tutto è cominciato nel 2018 quando, durante il primo mandato, The Donald ha lanciato la cosiddetta “China Initiative” per arrestare il presunto furto di segreti commerciali e attività di spionaggio economico negli istituti di ricerca. Centinaia di accademici e scienziati sino-americani sono stati indagati, di cui almeno 250 hanno ormai perso il lavoro. Molti sono stati perseguiti con accuse poi rivelate infondate e scagionati.