"La malattia, che ha segnato e cambiato la sua vita, è diventata anche un simbolo di battaglia per molti.
Cristina ha affrontato la sua condizione con una determinazione incredibile, ma la sua sofferenza è diventata anche una causa più grande.
La sua lotta si è fatta battaglia civile, una lotta per un sistema sanitario che non sempre è in grado di rispondere alle vere necessità delle persone". È questo uno dei passaggi dell'omelia di don Giacinto Leone per il funerale di Maria Cristina Gallo, celebrato stamattina in Cattedrale a Mazara del Vallo (Trapani), presieduto dal Vescovo monsignor Angelo Giurdanella.
Don Giacinto è stato il padre spirituale della professoressa negli ultimi anni. "Cristina non si è mai limitata a soffrire in silenzio, ma ha alzato la voce contro le difficoltà che molti come lei incontrano, cercando giustizia per tutti quelli che soffrono. La sua battaglia è stata una testimonianza di amore per l'altro, di attenzione verso il prossimo, ma anche di una profonda coscienza sociale" ha detto il sacerdote.
"La malattia non è stata per lei un tempo di fuga, ma un pellegrinaggio, ha continuato a camminare, a interrogarsi", ha detto don Leone.










