Non è cosa facile maneggiare il dolore degli altri. Lei ci riesce. Lo attraversa, lo respira, lo trascrive nei suoi atti, lo racconta ai giudici. Qualche volta non raggiunge il traguardo che si era fissata, ma non importa. Quel che conta è — umanamente e professionalmente — dare il massimo possibile e, se in un’aula di giustizia va male, riprovarci. Ancora e ancora. Non molla niente e non molla mai, l’avvocata Filomena Gallo. Nessuno le farà mai alzare bandiera bianca davanti a un diritto che lei ritiene negato, e se lo ritiene negato non c’è nulla che la distragga dal tentativo di ottenerlo. Anche chi (per ragioni etiche, morali, religiose o anche mediche) non ha condiviso una sola parola della sua impostazione giuridica sul tema del suicidio medicalmente assistito alla fine ha dovuto cederle il passo e accettare la decisione della Corte costituzionale.
L'amica dei malati e la libertà di scelta
L’avvocata Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni dal 2011, è un’ amica per molti dei malati senza più speranza né tempo







