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Ultimo aggiornamento: 7:10

di Chiara Trevisani*

A 12 anni dalla tragedia di Lampedusa, in cui persero la vita oltre 348 migranti a pochi metri dalle coste italiane, interrogarsi sul presente e futuro del diritto di asilo, oggi sempre più sotto attacco, diviene non solo opportuno, ma doveroso.

Se per decenni il diritto d’asilo è stato riconosciuto come inalienabile e imprescindibile, ampliato e tutelato dalle legislazioni sovranazionali e nazionali e dalle sentenze delle corti di giustizia, stiamo assistendo, negli ultimi anni, al fenomeno inverso. Si può constatare, infatti, l’esplicita intenzione di molti governi europei, incluso quello italiano, di eroderlo e svilirlo in maniera graduale, goccia dopo goccia. Creando un sistema europeo sempre più chiuso, come sta avvenendo grazie al Nuovo Patto Europeo sulle Migrazioni e l’Asilo, definendo un approccio securitario per la gestione delle migrazioni. Arrivando a mettere in discussione le regole che hanno dato vita ai nostri sistemi democratici, come ha fatto la Premier Meloni di recente di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: “Le Convenzioni non sono più attuali quando vengono interpretate in modo ideologico e unidirezionale da magistrature politicizzate”, ha tenuto a sottolineare.